I controlli sono attribuiti agli uffici delle imposte (Agenzia delle Entrate). La competenza spetta all’ufficio distrettuale nella cui circoscrizione è il domicilio fiscale del soggetto beneficiario del Superbonus 110%. L’Agenzia delle Entrate, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo procede, in base a criteri selettivi e tenendo anche conto della capacità operativa degli uffici, alla verifica documentale della sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus 110%, entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo[45].

Tale relativo utilizzo si verifica contestualmente alla cessione del credito o allo sconto in fattura, in caso di relativa opzione, oppure in corrispondenza dell’ultima rata di detrazione goduta (ovvero, essendo la detrazione da ripartire in cinque/quattro rate di pari importo, in corrispondenza della quinta/quarta rata). In pratica, l’Agenzia delle Entrate avrà otto anni di tempo, in caso di opzione di cessione del credito o sconto in fattura, o fino a tredici anni di tempo, in caso di utilizzo diretto della detrazione, per effettuare i controlli.

Qualora sia accertata la mancata sussistenza, anche parziale, dei requisiti che danno diritto alla detrazione d’imposta, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero dell’importo corrispondente alla detrazione non spettante nei confronti dei soggetti beneficiari del Superbonus 110%, ovvero dei soggetti che sostengono le spese (e che le portano in detrazione, ovvero si avvalgono dell’opzione della cessione del credito o dello sconto in fattura). L’importo di cui al periodo precedente è maggiorato:

  • degli interessi al tasso del 4 per cento annuo[46]
  • delle sanzioni previste nel caso di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti per il pagamento delle somme dovute, ovvero dal 100% al 200% della misura dei crediti stessi (in altre parole,la sanzione si calcola sull’importo di Superbonus 110% impropriamente goduto). Per tali sanzioni, in nessun caso si applica la definizione agevolata prevista in alcuni casi[47].

Il recupero dell’importo di cui al periodo precedente è effettuato nei confronti del soggetto beneficiario, ferma restando, in presenza di concorso nella violazione, anche la responsabilità in solido del fornitore che ha applicato lo sconto e dei cessionari per il pagamento dell’importo di cui al periodo precedente e dei relativi interessi[48].

Oltre ai controlli di natura fiscale, l’ENEA, per conto del Ministero dello Sviluppo Economico, esegue ogni anno controlli a campione nel limite massimo dello 0,5% delle istanze, selezionate tra le richieste di accesso al beneficio del Superbonus 110% caricate sul portale informativo ENEA, tenendo conto in particolare di quelle che soddisfano uno o più dei seguenti criteri:

  1. istanze relative agli interventi che danno diritto a una maggiore aliquota (il Superbonus 110%, appunto);
  2. istanze che presentano la spesa più elevata;
  3. istanze che presentano criticità in relazione ai requisiti di accesso alla detrazione fiscale ed ai massimali dei costi unitari[49].

Ad integrazione dell’attività di controllo di cui al punto precedente, l’ENEA effettua annualmente controlli in situ sul 3% almeno del campione sottoposto a controllo[50].

Ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai soggetti che rilasciano attestazioni e asseverazioni infedeli si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000 € a 15.000 € per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa. Tali soggetti stipulano una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero delle attestazioni o asseverazioni rilasciate e agli importi degli interventi oggetto delle predette attestazioni o asseverazioni e, comunque, non inferiore a 500.000 €, al fine di garantire ai propri clienti e al bilancio dello Stato il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata. La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta la decadenza dal beneficio. L’organo addetto al controllo sull’osservanza della presente disposizione è individuato nel Ministero dello sviluppo economico[51].

[45]Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 121, comma 4.

[46]Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, art. 20.

[47]Decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, art. 13.

[48]Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 121, comma 6.

[49]Decreto 11 maggio 2018, art. 2, commi 1 e 2.

[50]Decreto 11 maggio 2018, art. 4, comma3.

[51]Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, art. 119, comma 14.